L’azienda vicentina di stampaggio a iniezione di biopolimeri ha introdotto anche la produzione di oggetti in carta. Per questo ha dovuto «rivedere la supply chain e creare nuovi spazi per lo stoccaggio della materia prima». E sottolinea Munarini: «La carta è un materiale meno standardizzato rispetto ai biopolimeri e questo ha portato sfide tecniche e organizzative. Il personale è stato riqualificato, sfruttando l’esperienza acquisita nella precedente transizione dalle plastiche a materiali bio»
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