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10 mar 2026
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La copertina

  • I fornitori fanno la flessibilità. Non contano più solo costi, qualità e servizio, ma anche il rischio

    di Selene Seliziato
    Volatilità, tensioni geopolitiche, vincoli normativi: per affrontare queste sfide anche i fornitori sono una leva strategica nelle mani degli operations. Ma non si tratta di scegliere solo i più affidabili (e meno cari), quanto di costruire un portafoglio che diversifica i rischi. La flessibilità è efficace solo se progettata e misurata, anche quando costa un po’ di più: perché investire nei partner permette loro di crescere ed essere a loro volta resilienti

Analisi

    Tracciare la filiera e rafforzare i controlli. Così l’etica da scelta ‘accessoria’ diventa leva strategica

    di Riccardo Borsari*
    Un’impresa può finire in amministrazione giudiziaria non tanto per lo sfruttamento che pratica, quanto per quello che tollera lungo la filiera. La difesa parte tutta dai processi: mappare fornitori e subappalti, introdurre check standard su paghe, orari e sicurezza e farli valere nei contratti e nella rendicontazione interna, affinché la legalità diventi un criterio operativo di gestione della supply chain
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Dal mondo

    Per costruire un rapporto trasparente la supply chain deve essere anche ‘fornitrice di informazioni’

    di Farida Ali
    Per ridurre e mitigare i rischi lungo la catena di approvvigionamento, le aziende devono coinvolgere i propri fornitori come veri partner. Questo significa instaurare relazioni trasparenti, nelle quali i fornitori possano condividere anche informazioni scomode senza temere ripercussioni. Il punto chiave è passare da un approccio reattivo, in cui i produttori richiedono dati ai fornitori, a uno proattivo, in cui sono i fornitori a metterli a disposizione spontaneamente
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L'intervista

    Quotadamo (Art Cosmetics): «Per essere partner serve unire trasparenza, rapidità di risposta e collaborazione»

    di S.Se.
    Per l’azienda bergamasca che formula e produce make-up un partner industriale deve «muoversi in modo coordinato con il cliente, condividendo responsabilità operative, competenze e visione strategica». E siccome la performance dei fornitori incide anche sugli obiettivi Esg, per questo Art Cosmetics valuta dati, tracciabilità e certificazioni prima di ogni scelta. Su cosa investire da qui in avanti? «Digitalizzazione integrata, automazione intelligente e co-innovazione»
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I casi

    Mattiacci (Great Lengths): «Lavoriamo fianco a fianco coi fornitori per semplificare i processi interni»

    di G.B.
    Nelle extension dell’azienda romana, racconta il suo Coo, «da un lato c’è un materiale estremamente variabile, dall’altro la necessità di un processo ripetibile, programmabile, affidabile». Per questo il know-how di selezione viene portato direttamente ai fornitori, così la materia prima entra già filtrata. E «con linee ad hoc recuperiamo le lunghezze ‘difficili’, trasformando potenziali scarti in margine operativo»
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    Dei Tos (Itlas): «Selezioniamo a monte partner certificati per ridurre rischi normativi e controlli a valle»

    di G.B.
    Per il direttore generale dell’azienda di Cordignano (TV) le certificazioni non sono un plus, ma «una condizione per entrare in fornitura», che restringe il parco partner, ma rende più lineare la gestione di tracciabilità e compliance. La flessibilità si gioca dopo: «Comprare sempre allo stesso modo espone ai picchi. Per questo alziamo e abbassiamo lo stock in base ai cicli del legno, così una parte della volatilità è assorbita internamente»
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