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3 mar 2026
3 marzo 2026
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La copertina

  • Armonizzare processi, sistemi e persone. Così gli operations creano sinergie nelle acquisizioni

    di Giulia Betti
    Crescere per linee esterne significa anche affrontare una sfida: trasformare un’operazione raccontata in termini di sinergie in risultati che tengano in fabbrica (e sul conto economico). Qui i direttori operations diventano il perno della partita: leggono la logica industriale, analizzano plant e reti logistiche, decidono dove ‘esportare’ il proprio modello e dove lasciare che sia l’acquisita a dettare lo standard. L’obiettivo? Coniugare efficienza produttiva, risposta al mercato e persone

Analisi

    Integrare senza inciampare nelle norme. La sostenibilità diventa (anche) una scelta industriale

    di Federica Acerbi*
    Quando una realtà entra nel perimetro del gruppo, entrano subito ‘in casa’ anche i suoi rischi regolatori, ambientali e sociali. Da quella lettura non discende soltanto un eventuale sì o no all’operazione, ma il conto di lungo periodo: quanto peseranno su fabbrica e filiera gli adeguamenti richiesti, quali cambi di processo e quali scelte sui fornitori serviranno, con quali tempi. L’adeguamento passa soprattutto da procurement e riprogettazione, ma sta in piedi solo se aggancia anche una cultura aziendale condivisa
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Dal mondo

    La fusione va letta a partire dalla rete industriale. Così non si bruciano plant e competenze chiave

    di Stephen Heidari-Robinson, Suzanne Heywood E Barry Edmonstone-West
    Nel dopo-fusione il direttore operations deve partire dal rifare la ‘mappa’ di plant e magazzini – chi produce cosa, con quale capacità e attraverso quali flussi – e costruire un conto economico ad hoc dell’integrazione che definisca costi e rischi. Su questa base può decidere quali plant sviluppare, dove concentrare i volumi e quanta ridondanza mantenere. L’ultimo step? Disegnare organigramma e perimetri decisionali coerenti con la nuova macchina operativa
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L'intervista

    Bentivoglio (Streparava): «Nel breve non agiamo sulla supply chain. Prima salvaguardiamo clienti e volumi»

    di G.B.
    Dopo un'acquisizione «non razionalizziamo subito», avverte il Chief Procurement Officer dell’azienda bresciana: «Prima mettiamo al sicuro clienti, persone e impianti». Come? Stipendi garantiti, manutenzioni e sicurezza riportate in priorità, rete di fornitura che nel breve «non si tocca» per evitare scosse al cliente. Solo su questa base si possono aprire i dossier su sistemi, Erp e processi
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I casi

    Tomasin (Inn-Flex): «Distinguere già nel pre-fusione tra interventi da fare subito e ‘rimandabili’»

    di S.Se.
    Per il Managing Director dell’azienda udinese del packaging flessibile l’approccio alle acquisizioni è un «lavoro su più fronti»: tecnico, organizzativo e culturale. Per questo richiede delle sinergie tra reparti diversi, ma anche l’individuazione di alcune priorità. «Per noi sono state tre: oltre alla struttura finanziaria, anche la gestione delle persone e le sinergie operative in ambito acquisti»
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    Mondin (Fas): «I primi step per integrare? Conoscere le persone e mappare processi e gestionale»

    di S.Se.
    Ascolto delle persone, dati e reportistica. E poi definizione dell’offerta e gestione degli acquisti: così l’azienda vicentina gestisce le integrazioni, come racconta il suo operations manager. «In parallelo avviamo gruppi di lavoro su acquisti, pianificazione e produzione. Gli obiettivi? Efficienza, rendimento, riduzione dei costi, senza però snaturare le peculiarità dell’azienda acquisita»
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