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3 mar 2026
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La copertina

  • Visualizzare i colli di bottiglia e aggiornare i dati. Così gli operations rendono più affidabili i piani produttivi

    di Giulia Betti
    Se la capacità diventa un indicatore visibile e aggiornato, la pianificazione è più realistica: si riducono imprevisti e ritardi, si affinano le scelte di fornitura e di stock spingendo (laddove è opportuno) sul just-in-time. E nei settori in cui i picchi sono la nuova normalità questa lettura consente di decidere prima se assorbire, spostare o prezzare l’extra, evitando di scaricare solo sui reparti il costo della flessibilità

Analisi

    Il capacity planning non basta: deve essere accompagnato dal resource planning

    di Francesco La Trofa
    Una panificazione della capacità efficace deve far emergere in tempo reale la disponibilità in termini di risorse utili a soddisfare puntualmente la domanda. È con questo approccio che diventa possibile tradurre una visione progettuale in una previsione concreta, per migliorare progressivamente tutti gli aspetti legati alla scalabilità, all’efficienza e all’accuratezza delle varie risorse da utilizzare
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dal mondo

    Con la manutenzione autonoma la capacità di linea è ‘leggibile’ in tempo reale e gli stop si pianificano

    di Jonathan Trout
    Quando ogni operatore, con standard chiari e frequenze definite, esegue attività minime di manutenzione le anomalie emergono prima di trasformarsi in guasti. È questo il vantaggio della ‘manutenzione autonoma’ secondo questo articolo dell’Hbr. Come renderlo tangibile? Calcolando la ‘capacity at risk’, i minuti di fermo attesi per turno o per settimana. E così i fermi diventano una scelta (e non incidenti che minacciano la capacità produttiva disponibile)
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l'intervista

    Scalvini (Enetec): «Produzione e vendite devono essere allineate sulla capacità produttiva interna»

    di Giulia Betti
    Nel braccio produttivo del gruppo bolzanino (E.group) si costruisce una lettura continua della capacità con Mes, manutenzione strutturata e flessibilità delle competenze, così i margini di fermo diventano misurabili. Ma per il capacity manager il salto arriva «quando la capacità entra nel tavolo commerciale. Così ogni offerta nasce già dentro limiti tecnici e il fronte unico vendite produzione diventa un vantaggio competitivo»
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I casi

    Atzei (Ocmis): «Con il Siop ‘aggiustiamo’ domanda e capacità di settimana in settimana»

    di S.Se.
    Il prodotto di punta dell’azienda modenese viene venduto in un mercato tutt’altro che stabile. Per non farsi travolgere, Ocmis si è mossa lungo due direttrici: «Da un lato una struttura snella per adattarci a scenari che cambiano dall’oggi al domani. Dall’altro il processo di pianificazione Siop, che allinea vendite, scorte e produzione trasformando i forecast commerciali in decisioni operative. Così la capacità produttiva diventa visibile, misurabile e soprattutto governabile»
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    Anselmi (Chimera Gold): «Monitoriamo i processi con sistemi di avanzamento e visual management»

    di S.Se.
    Nel mondo della moda in cui opera l’azienda aretina, la velocità di risposta è una condizione indispensabile: «Per garantirla abbiamo un’organizzazione produttiva capace di spingere i processi fino a un certo punto, per poi completare il prodotto solo quando arriva l’ordine». Dietro questa capacità di risposta c’è un controllo costante e visivo dei processi tramite «sistemi di avanzamento e strumenti di visual management per permettere a ogni reparto di capire dove siamo e come procedere»
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