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19 mar 2026
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La copertina

  • Cambiare senza bloccarsi. Per essere efficace l’innovazione va portata a regime

    di Selene Seliziato
    Sembra un’attività paradossale: da un lato alimentare la spinta al cambiamento e dall’altro garantire stabilità ai processi. Però per i direttori operations innovare significa proprio questo: innestare elementi di discontinuità in un sistema che deve rimanere continuo. La gestione dell’innovazione deve perciò diventare essa stessa un processo: un flusso controllato che a partire dall’analisi applica metodi consolidati e traduce le novità in standard operativi

Analisi

    Il presupposto per innovare oggi è il dato. Per questo bisogna renderlo accessibile

    di Angelica Maria Puddu*
    L’innovazione nelle operations nasce dai dati, che devono essere raccolti, analizzati e resi fruibili in tempo reale. Ancora oggi, però, in Italia non sono molte le aziende che investono davvero su questa risorsa, soprattutto tra le Pmi. Farlo significa rivedere infrastrutture, governance e cultura aziendale per valorizzare i dati come asset strategico. Solo rendendo i dati accessibili e affidabili diventa infatti possibile automatizzare decisioni, aumentare efficienza e reattività e di conseguenza garantire competitività in mercati volatili e globalizzati
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Dal mondo

    I progetti pilota? Utili, se non ridotti a copia-incolla

    di Ron Ashkenas e Nadim Matta
    Che il ‘test in piccolo’ sia d’aiuto a sperimentare le innovazioni è cosa nota ai direttori operations. Ma replicare i risultati in blocco potrebbe diventare un freno: i team si irrigidiscono, la formazione scompare, i processi si inceppano. Perché il rollout funzioni davvero il progetto va piegato ai flussi (e alle esigenze) di ciascun team. Come? Dando autonomia e responsabilizzando i reparti
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L'intervista

    Baldussi e Forcolin (Ritmo): “Si può innovare quando tutte le fasi sono progettualizzate”

    di S.Se.
    Il general manager e il responsabile di produzione dell’azienda padovana spiegano come il processo di innovazione sia composto di fasi il più possibile standardizzate: dalla raccolta delle esigenze del mercato all’analisi di fattibilità fino al piano prodotto e alla prototipazione. Uno dei punti di forza di Ritmo è l’integrazione verticale, “che ci consente rapidità di esecuzione e di controllo: così riduciamo il time to market e, attraverso il presidio diretto del processo, possiamo rimodulare i progetti in corso d’opera in caso di necessità”
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I casi

    Guerrini (Hi-Pe): “Studiamo le tempistiche in funzione dell’azienda, della tecnologia e del prodotto”

    di S.Se.
    Il direttore generale dell’azienda di Battaglia Terme (PD) sottolinea l’importanza dei “tempi di overlap”: “Il nuovo non inizia mentre il vecchio finisce, ma corre in parallelo per un periodo studiato e adeguato”. Per Hi-Pe il tema dell’innovazione tocca anche la supply chain: “In un settore come quello delle caldaie e della dissalazione dove il prodotto è sempre ‘nuovo’ la scelta del fornitore fa la differenza”
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    E per Sidergamma l’innovazione parte (anche) dalla compliance: “È la sua condizione d’esistenza”

    di Giulia Betti
    Per Zamberlan e Parlani, rispettivamente responsabile operations e Ceo dell’azienda di Zugliano (VI) che lavora barre e tubi in acciaio per cilindri idraulici, il prodotto non si tocca: “È già disegnato dal cliente”. L’innovazione si gioca allora nei processi, con progetti pilota che testano una variabile alla volta e un dialogo costante tra reparti, così che la qualità si faccia “in linea e non a fine corsa”, prevenendo difetti e rendendo il processo più stabile. Ma il primo step è allinearsi alla normativa, “altrimenti ci si ferma prima ancora di partire”
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